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In passato l'allevamento del suino era finalizzato soprattutto alla
produzione di prosciutti, lardo e insaccati. Recentemente in Italia gli
allevatori hanno diversificato la produzione delle carni suine verso due
destinazioni:
- la produzione di suini da ingrasso del peso di 150 - 200 Kg e più, per la
preparazione di salumi;
- la produzione dei cosiddetti magroni, suini a sviluppo precoce (di peso
inferiore al quintale) che vengono macellati a 5-6 mesi e che forniscono carni
tenere, con un contenuto in grassi paragonabile a quello delle carni bovine.
| Lattonzolo |
E' il piccolo del suino, maschio o femmina, di 5-6
settimane, nutrito solo con latte (la cosiddetta porchetta). Ha carni
tenere, rosate, con un lieve sapore di latte. |
| Suino |
Femmina o maschio castrati. Carni rosso-rosate, consistenza
pastosa, aspetto vellutato e grana finissima. Abbondanti depositi di
grasso sotto la pelle (lardo, pancetta, guanciale) e intorno ai visceri
(sugna, strutto). |
| Scrofa |
E' la femmina che ha partorito. Carni scure di grana
grosslana. |
| Verro |
Maschio destinato alla riproduzione, di età superiore a 8
mesi. Le carni, di colore rosso scuro, hanno odore sgradevole. |
Se le carni suine vengono commercializzate subito dopo la macellazione, senza
un'adeguata frollatura è bene conservarle qualche giorno in frigorifero prima
di cucinarle per migliorare tenerezza e succosità. Si consiglia di consumare le
carni suine sempre ben cotte per evitare il rischio di parassitosi intestinali.
- Alla griglia. Per braciole, bistecche (di lonza, di filetto, di carré)
- Arrosto. La cottura in forno fornisce carni più morbide di quella a
fuoco vivo (le carni suine sono tendenzialmente più asciutte di quelle bovine).
Vanno arrosto il carré, il filetto, la lonza, le costine e il cosciotto.
- In umido. La lonza, il cosciotto, la spalla, i piedini e la testina
sono i tagli più indicati per la preparazione di stracotti, brasati e lessi.
- Nei grassi. Sono adatti alla frittura i tagli più teneri come i
nodini, il filetto, la lonza, le briciole.
| Principali tagli delle carni suine fresche
subito dopo l'adeguata frollatura, idonee alla cottura. |
| Taglio |
Descrizione |
| Filetto |
Dall'estremità della spalla alla prima costola. Corrisponde
al filetto del bovino. Taglio pregiato, di colore rosso intenso, tenero e
magro. |
| Lonza o lombata |
Corrisponde al controfiletto del bovino. |
| Carré |
E' il proseguimento della lombata nella regione del dorso
(parte anteriore della schiena). Tagliando a fette si ricavano i nodini e
briciole. Può essere disossato e arrostito intero (artista). |
| Cosciotto |
Le delicate carni, usualmente destinate alla produzione del
prosciutto, si presentano anche a essere cucinate fresche, intere, arrosto
o allo spiedo. |
| Spalla |
Utilizza in genere per salumi cotti è però ottima anche
per cotture arrosto o stufata. |
| Costine o puntine |
E' la parte finale delle coste dopo lo spolpo per ricavare
le carni da insaccare. Taglio economico, ovviamente povero di carne e
ricco di connettivo. Molto saporite se cotte alla griglia compaiono in
molti piatti regionali. |
| Piedini |
Le zampe, private delle unghie e utilizzate per insaccare le
carni (zampone). Si cucinano con tutte le cotenne e perciò devono essere
liberate del grasso con una lessatura prolungata. |
| Testina o musetto |
Taglio poco pregiato; può essere cucinato in umido o
lessata e richiede lunga cottura come i piedi. In genere viene però
destinata alla preparazione di soppressate, mortadelle e altri salumi
tipici. |
| Guanciale |
Ricavato dal collo è meno grasso e più delicato del lardo.
Utilizzato, frsco o salato, in piatti regionali come il sugo all'amatriciana
e il muset e brovade. |
| Pancetta |
Ricavata dal ventre del maiale ha uno spessore di grasso
inferiore al lardo e un maggior contenuto di tessuto muscolare sia del
lardo che del guanciale. Usata fresca oppure salata e/o affumicata per
insaporire numerosissime ricette. |
realizzazione
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