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E' un fungo sotterraneo.
Nessun tartufo è velenoso. Il
nome deriva dal tardo latino terrae tufer (tuber in latino classico) che
significa "escrescenza di terra".
I romani conoscevano il tartufo (il nero e il bianchetto) lo ritenevano di
origine divina, prodotto cioè dal fulmine sacro a Giove.
Scriveva il Platina nel quattrocento: "Mirabile è il fiuto della scrofa la
quale sa riconoscere i luoghi dove nascono e inoltre li lascia intatti, quali li
ha trovati, non appena il contadino le accarezzi l'orecchio".
Oggi il tartufo si cerca con cani specializzati.
Tartufo bianco:
Il Tuber magnatum si riconosce per il suo profumo molto intenso, acuto,
penetrante, un po' agliaceo.
La stagione della raccolta va da ottobre a dicembre.
La pulizia del tartufo bianco, leggermente bagnato, va fatta con una spazzolina
di media durezza e con un pennellino, il resto si asporta con un panno di cotone
tiepido per asciugarlo.
Il tartufo è un organismo "vivo" e chiuderlo lo rovinerebbe.
Negativa
è la conservazione in batattolo col riso, che è un disidratante e ne
inaridirebbe rapidamente i tessuti.
Il tartufo bianco è al meglio quando viene affettato crudo.
Una volta affettato è necessario, perché l'aroma non venga soffocato, tenerlo
sopra gli altri alimenti senza abbinarlo ad altri sapori forti.
Se ha buona fragranza anche 7-8 g a testa sono sufficienti; la quantità ideale
può calcolarsi sui 15 g.
Tartufo nero:
Tuber melanosporum, ha colore nero brunastro, con tonalità violacee.
La stagione della raccolta va da dicembre a febbraio.
La pulizia del tartufo và fatto alla stessa maniera di quello bianco.
Contrariamente a quello bianco il tartufo nero sviluppa tutto il suo aroma in
cottura e solo raramente si consuma crudo.
Il tartufo nelle marche:
Zone tipiche del tartufo sono, nell'ordine: l'entroterra pesarese, parte di
quello di Ascoli Piceno, Macerata ed Ancona.
Le varietà diffuse sono il Bianco, il più pregiato e raffinato. Si trova a
Acqualagna, S.Angelo in Vado e
S.Agata Feltria, nel pesarese, da ottobre a dicembre; il Nero pregiato
che Gioacchino Rossini si faceva inviare
in Francia. E' tipico, da dicembre a febbraio, ad Acqualagna (Pesaro) e
Acquasanta Terme, Roccafluvione, Comunanza, Montefortino (Ascoli Piceno),
Camerino e Visso (Macerata).
E ancora il Bianchetto o Marzuolo tipico delle pinetine, raccolto a fine inverno
a Fossombrone (Ps) o un po' ovunque gli Scorzoni d'estate e d'inverno. Oggi
vengono anche coltivati con particolari tecniche. Il Centro Sperimentale di
S.Angelo in Vado, produce piantine tartufigene, che,
micorizzate, sono usate
per rimboschimenti e tartufaie coltivate. Soprattutto a S.Angelo in Vado,
Acqualagna e S.Agata Feltria è cresciuta l'attività di conservazione e
commercializzazione.
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