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Sua
zia è quella Doriana che con la Batazzi e la Sparaciari era anni fa
a quel di Montreal; lei è un’ ex fiorettista prodigio oggi
solida promessa del già tanto blasonato Club Scherma Jesi. Stiamo
parlando di Claudia
Pigliapoco, diciassettenne “nipote d’arte” che pratica questa
disciplina dall’età di sei anni. Vincitrice di un Campionato Italiano
da bambina, di uno da Giovanissima e di uno da Cadetta e di tre Grand Prix
prima di entrare nella categoria Under 17.
Nel 1998 si è aggiudicata la Coppa Europa del Club Scherma Jesi assieme
ai due mostri sacri Giovanna Trillini e Valentina Vezzali.
Ora milita nella categoria Giovani, in cui ha vinto la Coppa del mondo lo
scorso anno classificandosi poi quinta in quest’ultima edizione.
Ultimamente è arrivata seconda ad un Torneo Internazionale a
Budapest.
Un pala res di tutto rispetto, quindi, a giustificare le grandi
aspettative che tutti, in primis il maestro oro olimpico Stefano Cerioni,
riversano su di lei.
Si sta infatti cercando, come per l’altra promessa Elisa Difrancisca, di
inserire a pieno diritto Claudia nella massima sfera della scherma, in
vista anche dei prossimi Giochi Olimpici, approfittando anche della grande
attenzione e degli spazi lasciati dalla Federazione alle giovani
atlete.
“In effetti se otteniamo buoni risultati nelle nostre competizioni –
conferma Claudia – abbiamo buone possibilità di essere convocate per le
Gare Assolute !” (quelle per intenderci cui partecipano anche la Vezzali
e la Trillini).
Ed
in effetti aprono rosee prospettive anche le parole del suo maestro :
“Come vale anche per l’altra, Elisa, Claudia ha certamente qualcosa in
più rispetto ad altre Giovani del panorama italiano, quindi ha veramente
ottime chance, purché sin da ora faccia tesoro di ogni sconfitta e di
ogni vittoria che trova sul suo cammino!”.
La sua è una scherma reattiva e veloce, fatta per essere imposta
autorevolmente all’avversario, piuttosto che per adattarcisi con calcolo
e precisione.
Ma lei si sente addosso la responsabilità di tanti occhi puntati?
“Assolutamente no! Manca ancora parecchio alle Olimpiadi.
Il sogno c’è, è logico, ma devo prima vincere gare su gare, e fare
tanti sacrifici. Un passo alla volta, insomma! Cerco di stare tranquilla ,
anche durante le gare! Se durante l’assalto mi rendo conto che sto
perdendo, ricorro a trucchetti come allacciarmi le scarpe o levarmi la
maschera…!”
Quale sarà stata, tra tante, la vittoria più bella?
“Una in Coppa del Mondo quest’anno,
perché ero a Jesi tra il mio pubblico! Oppure un’altra gara, della
stessa competizione, a Walkirch in Germania! Infine, certamente, la Coppa
Europa vinta a Torino nel 1998 con Valentina e Giovanna!”.
Delle due jesine plurimedagliate Claudia parla con un tono estremamente
confidenziale, in effetti.
Qual è il suo rapporto con entrambe?
“Bello! Sono due grandissime fiorettisti ma anche due gran belle
persone! Giovanna ha vinto tutto, ma
nonostante ciò è rimasta una persona estremamente umile, tanto da
sembrare a volte, erroneamente, scontrosa o antipatica agli occhi di chi
non la conosce! Valentina ha una gran carica, e tantissima voglia di
seguire le orme vincenti di Giovanna.
E con Sidney ci è riuscita, non vi pare? A volte la sua grinta e
determinazione la possono far risultare un’immodesta, ma lei è così! E
poi con tanta celebrità (tra l’altro meritata) è normale che a volte
se ne stia su un altro mondo!”
Rimanendo in ambito olimpico: e del tuo maestro cosa ci dici? “Stefano
è per me una figura importantissima!
Durante le gare dal fondo pedane mi dà consigli e suggerimenti, e
m’infonde un’enorme sicurezza! Guardando il suo esempio, non è
assolutamente vero che, come si dice di solito, un buono schermitore non
sarò mai un buon maestro!”
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