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Da Jesi a Senigallia |
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Si
parte da Jesi,
detta, all’inizio del XX secolo, “Milano delle Marche” grazie alla
fiorente industrializzazione. Ciò è in parte dovuto alla sua posizione
su una bassa collina nella Vallesina, posizione strategica compresa già
dai Romani che nel 247 a.c. ne fecero una colonia. Oggi è un moderno centro industriale che conserva un’interessante nucleo medioevale ed alcuni pregevoli edifici. Notevole è il Palazzo della Signoria del tardo 400 realizzato da Francesco di Giorgio Martini il cui stile si nota nelle linee eleganti e solenni della facciata che ha un leone rampante coronato come simbolo della città. Al
suo interno ci sono un
portico e una loggia cinquecenteschi di A.Sansovino, nonché la
biblioteca e il museo civico. Di fronte al palazzo della Signoria c’è il Museo “Antonio Colocci” ospitato all’interno dell’omonimo palazzo, mentre la pinacoteca civica, nella quale sono tra l’altro custodite alcune opere del Lotto, è all’interno del Palazzo Pianetti. Degne di interesse sono la duecentesca chiesa di San Marco in stile gotico costruita dai Benedettini, la cui facciata è stata trasformata nel XIX secolo e la settecentesca cattedrale sita in Piazza Federico II dove la tradizione vuole che Costanza d’Altavilla diede alla luce l’imperatore Federico II. Maestose sono le mura castellane medievali, munite di torrioni. Restaurate nel rinascimento da Baccio Pontelli, costituiscono uno dei più notevoli esempi di architettura militare fortificata delle Marche. Uscendo da Jesi per addentrarci lungo la splendida e colorita collina marchigiana, giungiamo a Belvedere Ostrense, località agricolo-industriale con resti di mura del '400 e di un castello. Da visitare la chiesa di Santa Maria della Misericordia, che ospita un affresco del '400 e tele di Ridolfi, la chiesa parrocchiale di San Pietro, del '700, il "Museo Internazionale dell'Immagine Postale" e, nei dintorni, il santuario della Madonna del Sole a pianta ottagonale. 4 Chilometri più a nord troviamo Ostra, chiamata fino al 1881, Montalboddo. Questa ben preservata città fortificata da mura castellane del XIV-XV sec., è posta in una posizione dominante la valle del fiume Misa. Offre la visita della chiesa trecentesca di San Francesco con affreschi del Bellini e dipinti del Ramazzani. Prima di arrivare a Senigallia deviamo verso Corinaldo, centro agricolo-commerciale in posizione collinare. La sua origine risale al V sec. e fece parte dell'Esarcato e poi dello Stato della Chiesa. La principale attrazione sono le sue mura, le meglio preservate dell'intera regione. Notevoli la chiesa del Suffragio e la chiesa di San Francesco, con tele del Ridolfi, il settecentesco palazzo comunale e le mura quattrocentesche con porte, torrioni e bastioni. Da visitare anche il convento Benedettino che ospita la Civica Raccolta d'Arte "Claudio Ridolfi". Conosciuta anche come città natale di Santa Maria Goretti sepolta nella cripta della chiesa dell'Addolorata. Ripartendo da Corinaldo dirigiamoci verso il mare e giungiamo a Senigallia, città agricola, commerciale ed industriale e frequentata stazione balneare con estesissima spiaggia, denominata "Spiaggia di Velluto". Fondata dai Galli Senoni (Sena Gallica) fu colonia romana, fece parte della Pentapoli Marittima e dai longobardi passò al papato. Fra i monumenti d'arte di rilevante interesse sono il Duomo che è la più recente delle cat tedrali
di Senigallia; la chiesa della Croce (XVI sec.) con interno barocco
e una tela del Barocci; la chiesa di San Martino con quadri del Guercino e
della scuola di Tiziano; il Palazzo Comunale del XVII sec.; la maestosa
Rocca quattrocentesca dei Della Rovere, dovuta a Baccio Pontello e Luciano
Laurana. Di fronte alla Rocca c'è Piazza del Duca decorata con la la fontana omonima (1596) detta anche Fontana dei Leoni. Qui è possibile trovare anche il Palazzo del Duca, con splendido soffitto a cassettoni cinquecentesco, il Palazzetto Baviera (monumento nazionale) del '400 con stucchi del Brandani e il Foro Annonario cinto da un bel colonnato. Inoltre c'è da ricordare la casa natale di Papa Pio IX (Casa Mastai del XV sec.).
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