La
prima tappa è rappresentata dalla città di Chiaravalle,
nota per la
manifattura dei tabacchi e la sua splendida abbazia di Santa Maria in
Castagnola fondata dai Cistercensi nel 1126.
A 12 Km ad ovest c’è Morro d’Alba, una piccola città storica circondata da
mura del XV secolo.
Si giunge così a Jesi, detta, all’inizio del XX secolo, “Milano delle
Marche” grazie alla fiorente industrializzazione. Ciò è in parte dovuto alla
sua posizione su una bassa collina nella Vallesina, posizione strategica
compresa già dai Romani che nel 247 a.c. ne fecero una colonia.
Oggi è un
moderno centro industriale che conserva un’interessante nucleo medioevale
ed alcuni pregevoli edifici. Notevole è il Palazzo della Signoria del
tardo 400 realizzato da Francesco di Giorgio Martini il cui stile si nota nelle
linee eleganti e solenni della facciata che ha un leone rampante coronato come
simbolo della città.
Al suo interno ci sono un
portico e una loggia cinquecenteschi di A.Sansovino, nonché la
biblioteca e il museo civico.
Di fronte al palazzo della Signoria c’è il
Museo “Antonio Colocci” ospitato all’interno dell’omonimo palazzo,
mentre la pinacoteca civica, nella quale sono tra l’altro custodite alcune
opere del Lotto, è all’interno del Palazzo Pianetti.
Degne di interesse sono
la duecentesca chiesa di San Marco in stile gotico costruita dai Benedettini, la
cui facciata è stata trasformata nel XIX secolo e la settecentesca cattedrale
sita in Piazza Federico II dove la tradizione vuole che Costanza d’Altavilla
diede alla luce l’imperatore Federico II.
Maestose sono le mura castellane
medievali, munite di torrioni. Restaurate nel rinascimento da Baccio Pontelli,
costituiscono uno dei più notevoli esempi di architettura militare fortificata
delle Marche.
Uscendo da Jesi si può visitare la splendida chiesa di Santa Maria nei pressi
di Moie.
Salendo verso la collina incontriamo Castelbellino,
Monteroberto e quindi
Maiolati Spontini che, come dice il nome, è la patria del musicista Gaspare
Spontini che ivi nacque nel 1774.
La casa dove morì è adibita a museo dove si
conservano autografi, partiture musicali e altri oggetti personali.
Proseguendo arriviamo a Cupramontana, una graziosa cittadina posta al centro di
una vasta zona collinare nota per la produzione del pregiato vino doc denominato
Verdicchio dei Castelli di Jesi.
Nei dintorni, sorgono, immersi nel verde,
alcuni suggestivi eremi Camaldolesi.
Andiamo a Staffolo con il suo caratteristico e pittoresco centro medioevale e la
chiesa di Sant’Egidio con il bel portale romanico.
Salendo verso l’entroterra arriviamo a Cingoli conosciuta come balcone delle
Marche.
Appollaiata sulla cima di un colle a 631 m. slm è in una posizione invidiabile
che offre una vista sconfinata in ogni direzione giungendo ai 4 angoli delle
Marche.
Ancora racchiusa nelle sue mura, la città ha conservato una quieta
atmosfera con palazzi rinascimentali e chiese medioevali, molte delle quali
rimodellate più tardi in stile barocco. Di grande interesse è la chiesa
romanico-ogivale di Sant’Esuperanzio costruita nella seconda metà del XII
secolo per ospitare la tomba del vescovo e santo protettore della città. Da
segnalare anche la chiesa di San Nicolò con portale duecentesco e una tela di
Lorenzo Lotto nell’interno romanico gotico, la seicentesca cattedrale ed il
cinquecentesco palazzo del comune.
Su un colle che fronteggia il monte San Vicino, è adagiato Apiro con monumenti
che meritano una certa attenzione quali la collegiata di Sant’Urbano, il
trecentesco palazzo dei Priori e la chiesa abbaziale di Sant’Urbano dell’XI
secolo caratterizzata da una triplice abside.
Riprendendo la SS 76 si attraversa la Gola della Rossa e si giunge a San Vittore
Terme all’imbocco di una pittoresca strettoia naturale, la Gola di Frasassi,
dove, su una parete, si aprono le famose “Grotte del Vento”.
San Vittore è
una rinomata stazione termale ed ospita San Vittore delle Chiuse, autentico
gioiello architettonico ed uno dei più autorevoli esempi del romanico nelle
Marche.
Continuando il nostro viaggio giungiamo a Fabriano, nota fin dal XII secolo per
la produzione della carta. Nel dopoguerra sono sorti molti opifici che spaziano
dal settore della meccanica di precisione e pesante, a quello degli
elettrodomestici, dalla lavorazione delle materie plastiche alla chimica. Da
visitare il Museo della Carta e della Filigrana allestito dalle Cartiere Miliani
presso l’ex convento di San Domenico nonché la centralissima Piazza del
Comune contornata dal duecentesco Palazzo del Podestà, dalla trecentesca
Fontana Sturinalto che richiama la Fontana Maggiore di Perugia, dal
settecentesco Loggiato di San Francesco, dal Palazzo Comunale e dal seicentesco
Palazzo Vescovile.
Da vedere ci sono anche le chiese settecentesche di San Domenico e
Sant’Agostino e la seicentesca Cattedrale di San Venanzo. |