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Siamo
alle solite: esce il nuovo libro di Baricco e subito si parla di “caso
letterario”.
Niente anticipazioni né interviste, eppure “Senza sangue”, uscito nel
mese di agosto, è già in ristampa.
Del resto, cosa aspettarsi se già nel
1993, con “Oceano mare”, ha venduto 650 mila copie, nel 1996
con “Seta” 730 mila copie e nel 1999 con “City” 520 mila?
Sarà per l’aria da ragazzo fascinoso o
per la sua trasmissione cult “Pickwick”,
ma il 43 enne torinese non sbaglia un colpo.
“Senza sangue”, 104 pagine, circa 60 minuti di lettura, ci
racconta del dopoguerra-civile in un paese ispanico non identificato, con
vendette sanguinose e un finale a sorpresa.
Il libro è diviso un 2 lunghi capitoli che occupano periodi temporali
distinti, legati da 2 personaggi che, mentre appaiono sullo sfondo nel
primo capitolo, diventano i protagonisti nel secondo.
Le tematiche affrontate sono molteplici e complesse: quando si può
davvero considerare conclusa una guerra per chi ne ha subito le offese?
Un ideale può giustificare la violenza?chi è vittima e chi è
carnefice in una situazione estrema? Esiste la possibilità di essere
risarciti quando è la morte
a rappresentare il debito?
Il testo può essere goduto a più livelli ed è tecnicamente impeccabile,
forse troppo, come afferma Aldo Grasso, studioso e critico di mass-media,
che parafrasando il titolo definisce “Baricco un uomo senza sangue, uno
che fa letteratura riflettendo se stesso, come quando ci si mette fra due
specchi”.
Lo scrittore e giornalista
Matteo Collura invece dice che “adopera una scrittura adatta al pubblico
televisivo e cinematografico, abituato a fruire immagini. Come se Baricco
avesse voluto dimostrare
che il romanzo non è morto, e che può reggere la sfida dei nuovi
media.”
Insomma ogni suo libro scatena discussioni ma sicuramente ogni suo libro
è un successo.
Senza
sangue di Alessandro Baricco
104 p. – Euro 10,00
Ed.Rizzoli
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